278 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI ansioso del nuovo, con serietà e ponderazione, mai con trasporto capriccioso e fantastico. Scienze naturali, arte, costumi, monumenti, iscrizioni, tutto è per lui motivo e oggetto di curiosità e di studio; le ricerche sul mondo delle piante si intrecciano con quelle sul mondo animale: la geografia è intesa nel suo signifi cato più vasto e più profondo. Dallo studio morfologico del terreno e del mare, egli sale per gradini a tutte le branche di questa scienza e in ciascuna fa pompa di acutissimo sapere, finché non giunge ai limiti dell’ etnografia nella quale pure si mostra dotto di straordinaria capacità e cultura. L’ arte militare è la sua palestra insuperabile; il Marsili è lo scienziato principe di essa e ogni sua parte gli è famigliare; conosce la struttura degli eserciti e la psicologia degli elementi che li compongono, dai gregari ai più alti comandi; indica quali debbano essere i sistemi di fortificazione, i mezizi di attacco e di difesa fino al modo di riuscire a concludere gli armistizi e la pace: egli sa costruire piazzeforti e trincee ed altri apprestamenti guerreschi, sicché si può dire un maestro nella tecnica militare e nella valutazione dell’influenza degli elementi morfologici del terreno per le operazioni di guerra. La geografia militare risulta cosi nel Marsili una vera scienza professata sul terreno per combattere e vincere un nemico forte ed agguerrito, e la difesa del Raab ha destato in ogni tempo l’ammirazione dei competenti per lo studio generale e particolare che egli ci ha lasciato su quella linea del fronte in cui doveva venir fatto prigioniero del ne mico (1682).1 1 II battesimo della sua gloria militare è sul Raab, ma purtroppo la schiavitù nella quale egli cade, gli apre anche il periodo della disdetta, benché dalla prigionia riesca a salvarsi miracolosamente, dati i tempi e il paese. Le opere militari da lui compiute sono molte e sempre condusse a termine i lavori con tanta abilità e in tempo così breve da meritarsi continue promozioni dall’ Imperatore. Pugnò valorosamente a Neuhausel, la cui fortezza assali, stando sempre alla testa dei suoi granatieri ; e, sebbene colpito da una palla, che lo sbalzò da cavallo, ebbe la soddisfazione di vedere inalberata sulla rocca la bandiera dell’ Imperatore e udì il grido della vittoria. Ricominciato l'assedio di Buda, che per