316 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI Ciò sta a dimostrare che egli non aveva particolare preparazione per la flora fanerogamica e per le sue rarità e i suoi endemismi. La cosa si rivela, del resto, dai diversi cataloghi manoscritti, il più importante dei quali è compreso nel Tomo IV del Fondo Marsili della nostra Biblioteca e che si intitola : « Catalo-gus itinerarius, hoc est Syllogus universali» plantarum et herba-rum quas per Oroatiam, Bosniam, Sclavoniam, Hungariae infe-rioris et Valachiae portionem euntibus nobis, flora colligendas in aprico posuit sponte naseentes, a mense Maio ad mensem Octo-bris usque inclusive anni MDCC cum aliquot plantarum flguris ad nativum colorem exliibitis ». Questo catalogo di fanerogame disposto per ordine alfabetico di mano non Marsiliana è diviso in tre parti regionali, ossia : 1° piante raccolte in Croazia « intra fluvios Savum, Unnam, Glinam et Colapim»; 2° piante della Bosnia; 3° piante della Sclavonia, Ungheria e Valacchia. Sembra che questo catalogo, il quale è il piti ricco di quanti il Marsili ci ha lasciato per le fanerogame debba venire intercalato da un altro elenco esistente nello stesso Tomo e che si intitola : « Catalogus itinerarius hoc est Syllogus universalis plantarum herbarumque quas per Bosniam, Sclavoniam et Hungariae portionem euntibus nobis flora colligendas in aprico posuit per menses Julium et Augustum, praeter eas quas jam per Croatiam collegimus, exceptis quibusdam quarum catalogus infra...». Mentre per il Catalogo precedente non mancano gli habitat (loca ge-neralia) e le località (loca specialia) e si danno per alcune specie i disegni dal vero, questo secondo catalogo non è che un nudo elenco per ordine alfabetico con la sola enunciazione della specie, senza menzione alcuna di habitat e di località. Anche questo catalogo è diviso in tante parti secondo le regioni ed è stato composto da un amanuense del Marsili che ha lasciato monco il testo latino.1 1 Questa e le altre citazioni sono diverse nel testo dei Tomi superstiti in confronto alle indicazioni del Fantuzzi, 1. c., ciò che dimostra, una volta di più, come i Tomi originali debbano essere andati perduti e come quelli superstiti siano il risultato dell'ordinamento affrettato di reliquie di materiale caduto in disordine.