364 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI III. storia del ('affé. Sentiamo ora il Marsigli. Riproduco dal rarissimo opuscolo che si trova (che io sappia) solo nella R. Biblioteca di Bologna. A Roma non esiste. Eminentissimo Signore, I Legislatori de’ costumi più scielti più morali non tralasciarono di seguitare l’uso de’ Conviti, parendogli forse, che non si potesse dar contrassegno di maggiore affezzione à suoi Conoscenti, che fargli commune il proprio alimento; sapendosi, che quel grand’ huomo di Platone lià tal costume seguitato, con celebrare Conviti alla posterità resi memorabili, mentre erano motivo d’eruditi discorsi, che i Convitati ammaestravano con quella ilarità appunto la Tavola produe; Permetteva, che nella Limpidezza delle Bevande si mostrassero reciprocamente il candore del loro cuore, e che nell’instabilità d’un Liquore palesassero la costanza della loro amicitia, invitandosi coi Brindisi, Vostra Eminenza; che hà un’elevatezza d’animo solo capace l’imitare quei Huomini hanno meritato una perpetua gratitudine dalla Posterità, con haverli resi tanti benefizii, nel Dogma, e nell’operazioni, non può à meno di seguitarli anco nel tempo di dar sollievo, e divertimento allo spirito di continuo affaticato in quei maneggi sono proprii di quella Porpora porta, e di quel Carattere sostiene in Benefizio di tutto il Mondo Cliri-stiano; sovenendomi haver l’inteso dir più volte, che l'ora del pranzo non la considera solo per il tempo di dar col Cibo il dovuto sostentamento alla materialità del Corpo, mà ancora di sollevar l’animo dall’oppressioni delle cure cou l’havere Commensali, che promovino discorsi fondati in una gioviale erudizione, che danno stimoli d’apprendere à chi l’ascolta, e risvegliano la naturale gioialità di V. E. che nella gallanteria ogn’uno sovrapassa in pari grado di quello fà nella serietà; intende pure da ogni parte augurii di quella salute, che appunto i Convitati si sentono infondere dalla sostanza di sì delicate bevande, che li fà saporire; e perciò non è meno obligo d’ossequio, che di gratitudine augurare à V. E. quell’utile medesimo si prova per la di lei Generosità; & Io, che in ora hò una Bevanda straniera da introdurre nella Tavola di V. E. col