Le anticaglie (li Luigi Ferdinando Marcili. Il generale conte Luigi Ferdinando Marsili, tra l’altro, fu anche archeologo e pure nel campo antiquario lasciò traccia del suo ingegno perspicace e del suo vivido spirito, dimostrando qualche nota di originalità e palesandosi, talora, come un precursore. Il volume secondo della sua magnifica opera Danubìu8 Pannonico Mysicus, Aia ed Amsterdam, 1726, è un volume interamente archeologico e suscita in special modo l’interesse di noi Italiani, perchè vi sono raccolte ed esposte con lucido ordine tutte le testimonianze di romanità del limes danubiano, notate dal Marsili con amorosa cura durante le campagne della lunga guerra tra Sacro Romano Impero e Turchia dal 1682 al 1699. Ma altri scritti archeologici ha lasciato il Marsili. Due sono editi; uno è la Lettera intorno al ponte fatto sul Danubio sotto l’impero di Traiano, indirizzata al R. P. D. Bernardo di Montfaucon, in data da Roma, 27 aprile 1715 (è inserito questo scritto nel suddetto secondo volume del Danubius Pannonico-Mysicus) ; l’altro è la Mémoire sur l’usage et les effets des lampes qui se trouvent dans les anciens sépulcres, ed è inserito nel-1’ opera del De Limiers, Histoire de l’Académie appelée l’In-stitut des Sciences et des Arti établi à Boulogne en 1712, Amsterdam, 1723, a pag. 278 e segg. Altri scritti sono inediti e nell’ utilissimo Catalogo dei manoscritti di Tyuigi Ferdnando Marsili, conservati nella Biblioteca Universitaria di Bologna, Firenze, 1928, di Lodovico Frati, sono sotto i seguenti numeri. Nel fondo Marsili cod. 1044, n. 1 (Aegyptiorum, Etruscorum, Romanorum suppellex ecc.), n. 25 23*