322 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI meni presentati dalle caiamite; formano la base di ogni sperimentazione. Si comincia, a dir vero, a considerare anche lo studio della elettricità che dovrà poi costituire quel capitolo grandioso come sappiamo, ma esso non ha ancora sensibile base strumentale se si eccettua il rudimento di macchina elettrica ideata da Ottone di Guericke e la sua modificazione suggerita da Hawksbee, facilmente realizziabili in laboratorio secondo specifiche istruzioni che si trovano nei libri del tempo. Orbene, il dono del Marsili tocca tutti gli argomenti su indicati se si eccettua la elettricità. Questa tenue esclusione prova forse una deficenza nel donatore, di cognizioni nel campo della Fisica, o trascuratezza di questa Scienza nella fondazione del nuovo Istituto? No certo, anche perchè il Marsili ne riconosceva l’altissima importanza a risolvere grandiosi problemi della Natura, e perchè egli stesso si era occupato di essa varie volte. Egli aveva difatti fra altro ideato un pesa liquori, aveva studiato la colorazione dei cristalli ed aveva indagato a lungo sul fenomeno di fosforescenza presentato dal cosidetto fosforo di Bologna discutendo su ipotesi di sua interpretazione una delle quali (quella di Hawksbee) lo considera un fatto elettrico. Forse la esclusione dimostra invece che il Marsili ammetteva implicitamente che chi avrebbe tenuta la cattedra di Fisica nel nuovo Istituto doveva possedere tendenza ed abilità a realizzare in laboratorio strumenti e dispositivi di agevole realizzazione o in altre parole quello che noi oggi chiamamo abilità sperimentale e che purtroppo è rara in chi debba anche avere — come il fisico — tendenza alla sobria e retta speculazione. Ciò in quel tempo poteva considerarsi una diritta professione di fede. Perchè dopo tutto, quanto a metodo, la Fisica attraversava allora un periodo non molto buono. Dopo la grande instaurazione in essa operata dal Galilei e per la quale larghi progressi e larga messe aveva dati la ricerca sperimentale, dopo la mirabile opera di indagine particolare e di coordinazione che fece grande Isacco Newton, si era avuto un periodo quanti altri mai felice, ma purtroppo esso era stato