332 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI le Stanze delle Statue, ove erano raccolti i gessi di sculture antiche, inviati, per la maggior parte, da Roma dal cardinale Ulisse Gozzadini. Le antichità raccolte nell’Atrio e nella Stanza a loro destinata costituirono il nucleo primo del Museo d’An-tichità della Università. Infatti nel 1743 si aggiunsero alla raccolta Marsili altre due raccolte. La prima era il Museo Aldrovandiano, che il sommo naturalista bolognese conte Ulisse Aldrovandi (1522-1605) aveva formato; la seconda era il Museo Cospiano, fondato dal senatore bolognese marchese Ferdinando Cospi (1606-1686). I due Musei già appartenevano alla città di Bologna ed erano conservati insieme nel palazzo Pubblico di questa città: il Museo Cospiano era stato edito dal cremonese Lorenzo Legati nell’opera Museo Cospiuno annesso a quello del famoso Ulisse Al-drovandi, Bologna, 1677. Ma tanto il Museo Aldrovandiano quanto il Cospiano contenevano oggetti non solo di antichità, ma anche di Storia Naturale e questi ultimi furono introdotti nelle sei stanze dell’istituto situate nel piano superiore del palazzo Poggi e destinate alle raccolte naturalistiche ; ora sono le prime sale a destra della R. Biblioteca delPUniversità. Ma, sia prima che dopo il 1743, vi furono incrementi nella Stanza delle Antichità per opera di munifici donatori. Tra questi donatori dobbiamo menzionare il gentiluomo veneto Urbano Sa-vorgnan, ma specialmente il grande Pontefice bolognese Benedetto XIV che, negli anni del suo memorabile pontificato dal 1740 al 1758, non dimenticò mai la sua diletta Bologna e specialmente lo Studio secolare e l'istituto delle Scienze e delle Arti. Tra i doni di papa Lambertini sono da menzionare circa mille e cinquecento monete greche e romane, contenute in due ricchi scrigni con ornati di bronzo dorato; questo fu il nucleo del ricchissimo medagliere dell’ attuale Museo Civico di Bologna. Quando, nel 1781, nell’istituto si fondò la cattedra di Archeologia e Numismatica, il cui primo titolare fu Jacopo Tazzi Biancani, si dovettero aggiungere alla stanza delle Antichità altre due stanze ; ma l’angustia con l’aumento delle collezioni si fece ben presto avvertire. Nel 1803 l’antico Studio, o Univer-