L. SIMEONI LA DIFESA DELLO STATO PONTIFICIO 1708-9 119 qual [si] voglia gran risolutione. Proseguì poi il Generale a dire che bisognava fare una Spianata attorno alla città per un miglio di giro, cosa che sarebbe stata di grandissimo danno per gli Orti, e campagne circonvicine e per le Chiese, e per le Case di Citadini, eh’ in gran numero si trovano in questo contorno. Ch’ era necessario fare due recinti di fosse, uno per l’aqqua', l’altro per riparo. I Senatori non risposero mai cosa alcuna, ma radunatasi poi l’Assonteria et andatovi il detto Generale, replicò l’istesse cose, parlando sempre in termini dispositivi. Vi erano ancora le altre Assonterie di Camera, di Governo e di Magistrato. Finalmente il Senatore Co. Gio. Gaspero Grassi prese la parola e disse: Chi ha da spendere, Signore Generalef et egli rispose: Il Publico. Soggiunse il Grassi: Noi siamo amici de’ Tedeschi, de* Francesi, de’ Spagnuoli e siamo sudditi fedeli di Santa Chiesa, non l’ habbiamo con nissuno, nè abbiamo occasione di armarci, se ella ha questo genio, e se il Santo Pontefice vuole abbracciare queste spese, a loro tocca il farle, noi dobbiamo essere difesi dalla Santa Sede conforme gli accordati, senza sentire alcuna gravezza. Circa poi alle ope-rationi speriamo che Sua Santità prenderà quelle rissolutioni che sono proprie della sua inarrivabile prudenza e somma clemenza verso questa città, che non ha verun sentimento che [non] sia tutto devotione verso la Santità Sua e verso la Santa Sede, e qui lini il discorso, ma sopra tali propositioni si spedì a Roma. Questo Signore Generale non era molto gradito, o forse per naturale inclinatione del Paese, che malamente soffre ch’un Cittadino pretenda comandargli, o perchè veramente egli si rendesse poco amabile col suo modo imperioso e superbo, che fu appunto quello che lo rovinò in Germania, come vedessimo altrove ». Chiaramente a Bologna non solo il Legato, ma anche il Marsili non godeva troppe simpatie, specie nella veste di esecutore di ordini papali a danno dell’autonomia cittadina e lo si desume dal vedere come spesso gli ricordavano con parole oblique la