318 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI annotavano, e tanto meno si teneva conto delle località speciali. Laonde è questa lacuna che anche in Marsili è frequente e troppo sarebbe pretendere che egli solo vi avesse posto mente e non l’avesse lasciata. Molto ha fatto coll’indicare sovente le regioni dove le sue piante vennero raccolte e le selve dei monti da lui esplorate. D’altra parte non sarebbe forse diffìcile cercare fruttuosamente le località delle piante elencate nei cataloghi quando si prendessero come base di ricerca gli accampamenti (« ex meis castris 1700 ») che egli tenne tra la line del 1600 e il principio del 1700. Ma dove sono andate a finire anche queste collezioni di essiccata che potrebbero vantaggiosamente servire come contribuzione alla conoscenza della flora fanerogamica delle regioni percorse dal Marsili? Non importa se queste collezioni non sono copiose come le raccolte dei funghi il cui numero è di gran lunga superiore e senza confronto; ciò che interessa sapere è che egli fu un osservatore diligente ed acuto anche per le fanerogame, non poche delle quali, specialmente di quelle disegnate, sono preziose per quei tempi, tanto più perchè vennero raccolte qualche volta anche durante i brevi intervalli tra il fragore delle armi e il tumulto delle battaglie, quando il Marsili continuamente ricercava e raccoglieva, quasi incurante di ogni pericolo per la sua vita. Il Marsili è un naturalista illustre, un geografo insigne, un architetto militare celebre, un soldato valoroso, un cittadino benemerito. Il ricchissimo materiale che egli donò alla sua città natale e che illustra un' immensa regione dell’ Europa, ancora oggi meta di ricerche e campo di studi profondi, oltre che di lotte politiche che possono sconvolgere nuovamente il mondo, è un monumento imperituro che si innalza sublime dentro un orizzonte vastissimo dell’umano sapere. Nato per la scienza, ma portato dal destino anche alle armi e alla diplomazia nelle quali pure brillò, accoppiando il coraggio per l’avventura all’ingegno meditativo, dalle più alte vette della fortuna precipitato nel fondo delle miserie e abbandonato da