A. GIANOLA - L. F. MARSIGLI E LA TRANSILVANIA 251 esclusivamente dedita alle arti tessili, o, come dice il Marsili, alla « trevatura di pelanci, tappeti e tele di bambocc ». Essi hanno una particolare compagnia governata da loro che eleggono il giudice. Quinta è la nazione armena ; ma di questa manca nel volume il prospetto relativo, e le pagine ad esso destinate sono bianche. Segno che su di essi il Marsili, amante della esattezza e delle notizie bene accertate, o era ancora malsicuro o non aveva ancora raccolto dati sufficienti a individuarli nella loro specifica etnicità. Sugli Armeni il nostro autore parla tuttavia in più luoghi del voi. 52. Sesta è la nazione anabattista, che costituisce una piccola parte della popolazione della Transilvania, dove passò dalla Germania, per opera del Principe Ràkoczi, che ne fissò la sede a Yinz. Di lingua tedesca, meno corrotta di quella usata dai Sassoni, di religione anabattista « dolendosi questi che assai perda del suo rito della comune vita », dediti all’arte figulina (vasai) e all’arte cultraria (coltelli ecc.), con le quali vivono ed anche lavorano con molta pulizia.1 È curioso che il Marsili abbia il nome passò atl indicare chiunque ammazza a tradimento, per odio o per vendetta o per scopo di rapina. Che fra i Romeni di Transilvania molti fossero dediti al malandrinaggio non può far meraviglia, se si pensi alle condizioni generali del tempo e a quelle particolari dei valacchi, ridotti un po’ in tutto il territorio transilvano, come rileva lo stesso Marsili, in istato di soggezione anzi di schiavitù politica ed economica. Del resto nella stessa pianura ungherese (Alfold) c’è stato per lunghi secoli il brigantaggio del szegény legények e dei betyàrak, di cui la eco è ancor così viva nel canzoniere del Petofi e nella poesia popolare magiara. 1 Sigismondo BAtki, nei suo studio su le Condizioni etnografiche del-VVngheria (nel volume Ungheria, edito d&ll’Istit. per l’Europa Orient. a Roma nel 1929, pag. 45-77), dice, a proposito delle stoviglie in uso fra i contadini magiari : « Fra questi si trovano ancora oggidì molti bellissimi pezzi originali di disegno finissimo con smaltatura di stagno; essi sono avanzi di una piccola industria ormai decaduta, e vengono gelosamente custoditi dalle donne, specialmente nella Transilvania, dove questo genere di ceramica rimonta ai primi anni del sec. XVII, quando cioè uno dei principi ungheresi della Transilvania accolse nel paese una parte degli anabattisti tedeschi espulsi dal Tirolo meridionale e ricoveratisi prima