252 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI fatto di questi tedeschi, passati in Transilvania assai tempo dopo i Sassoni, una nazione distinta. Ma in verità essi non potevano confondersi con questi, perchè non erano originarii della Sassonia, e perchè li distinguevano dai Sassoni la diversità della lingua (un tedesco meno imbastardito), della religione (quelli luterani e questi anabattisti), delle sedi e delle professioni, e il fatto che essi non potevano neppure considerarsi come un gruppo etnico avente una propria individualità sociale, se non politica, dal momento che non avevano, come i Sassoni ed i Greci, giudici proprii, ma erano soggetti agli ordinari giudici ungheresi della Transilvania. Settima ed ultima è la nazione zingara, che abita in piccole casucce nei sobborghi delle città, di lingua valacca la più parte, ed alcuni di lingua sassone, di religione scismatica greca, dediti alla raccolta dell’oro nell’arena di alcuni fiumi e a «fare il foco » (cioè alla fusione dei metalli?). La raccolta dell’oro li fa ricchi, e per verità non vi è alcun luogo dove gli1 zingari siano pili puliti di qui. È evidente pertanto che essi, venuti dall’oriente e dal sud nella Transilvania, forse attratti dal miraggio dell’oro, alla cui ricerca nelle sabbie dei fiumi il Marsili li trova particolarmente occupati al tempo suo, pur conservando la religione greco-scismatica da loro abbracciata nella precedente dimora in altre regioni balcaniche, avevano anche una scarsa vitalità nazionale o, per lo meno, un grande spirito di adattabilità aH’ambiente, se parlavano la lingua valacca e, alcuni, persino la sassone : l’una e l’altra però non dovevano essere le uniche da essi parlate, ma quelle di cui si servivano nei loro rapporti con la popolazione dei paesi d’immigrazione, mentre fra loro dovettero continuare ad usare il loro caratteristico gergo, incomprensibile per gli estranei alla loro razza girovaga. nell’alta Ungheria, fra i quali si trovavano molti esperti stovigliai. Considerando il loro paese d'origine, si può capire facilmente che i loro prodotti coloriti rivelino a prima vista l’influsso italiano. La loro tecnica speciale, detta neo-cristiana, elevò poi in generale a un livello più alto l’antica arte ceramica — più semplice — della Transilvania, la quale oggidì è di nuovo decaduta, ecc. ».