358 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSH.I non dovrebbero bere. Così descrive il sorbetto, tanto in uso in Oriente, e poi la « bionda bevanda » : il caffè. « Viene dal Cairo — egli scrive — ed è somministrato a tutta la Turchia, ed in particolare a Costantinopoli, dove sono due grandi magazzini nei quali si arrostisce la detta semenza, che poi da altri è finissimamente polverizzata in mortai di bronzo e distribuita per le botteghe, dove si vende poi a dramme, così preparata : una dramma la pongono in un litro d’acqua facendola bollire fintante che sia imbevuta del suo amaro sapore, e così calda, senz’altra correzione, è goduta dai Turchi, i quali usano presentarla a qualsiasi persona non solo nei loro pranzi, ma anche nelle visite. Usano ancora, per il gran freddo, il Galeppo, acqua di miele rinvigorita della polvere di radica del semplice detto:... e chiamato dagli arabi Ini ». Il Caffè, nuova bevanda, adunque entrò subito nelle osservazioni e nello studio del Marsigli, fino dai venti anni. Egli narrò pure il viaggio di ritorno (1(180), che fece non più col Bailo, perchè il Civrani fu richiamato dopo soli undici mesi a Venezia, e fu sostituito dal Donati; ed il nostro volle restare e visitare altri paesi. 11 viaggio fu compiuto con un nuovo compagno: Gaetano Foresti, e fu fatto nel l(i80. Partirono da Costantinopoli il 22 agosto e viaggiarono per terra, lungo il Danubio; si fermarono a Belgrado, studiarono luoghi e costumi. Tl Marsigli aveva già in animo di scrivere un'opera vasta sull’impero ottomano. Nei 151 volumi grandi dei suoi manoscritti documenti e appunti di studio, lasciati all'istituto delle Scienze (e descritti dal Dott. Frati)l, dal Marsigli fondato a Bologna, e oggi affidati a quella Biblioteca Universitaria, si custodiscono gli appunti e le note per il viaggio a Costantinopoli (voi. 51 e 52), e per la «storia» futura, appuuti in parte illustrati nel 1906 da Ludovico Frati in una memoria inserita nel Nuovo Archivio Veneto (Venezia). 1 Edizione OiseUki - Firenze 1928, iu-4.