182 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI Ibràhira pascià figlio di Mohammed Ali; e invece della baia si scorgevano nell’interno sorgere le colonne di fumo dei villaggi incendiati. Per un malinteso o forse per atto di fanatismo individuale, da una piccola nave turca fu sparato su una lancia inglese e allora la flotta musulmana venne immediatamente colata a picco. Luigi Ferdinando Marsili si trovò giovanissimo a Costantinopoli alla fine del XYrII secolo, quindi ancora nel pieno fiorire della marineria ottomana, che egli tuttavia trova molto poco esercitata ed ordinata, e tenuta alla necessaria altezza tecnica principalmente ad opera di rinnegati. Nelle sue sobrie e lucide note, egli si rifà all’inizio della marina turca, rammentando che Maometto II investì Costantinopoli e compì le successive imprese sul mare servendosi di navi comprate da Cristiani in Europa. Fra i suoi successori il grande Selirn I, per consiglio del vizir Pery pascià, feee fabbricare 500 navi con materiale fornito dall’impero turco e compì la costruzione degli arsenali. Passa quindi l’autore a descrivere schematicamente il materiale e il personale. Dell’arsenale accenna solo che si trova a Calata, con accanto il bagno (zentanè) degli schiavi. La flotta comprende navi a remi e a vela e navi solo a vela, che sono o mantenute dall’erario sultaniale, o da governatori ed altri funzionari, ossia i beilerbèi, bèi, ecc. o dai principi tributari dell’ impero. Le navi a remi con vela ausiliaria presentano i seguenti tipi : fricata ( = fregata), con 10-12 banchi ; berghendò ( = brigantino), con 18-19 banchi ; galeotta ( — alle europee), con 19-24 banchi ; gikterè ( = galera), rotonda come un cocomero, per meglio sostenere le tempeste del Mar Nero, e con 25 banchi; le galere si chiamano: zachalè quando sono mantenute dall’erario; beilery’ se mantenute dal loro ammiraglio;