A. BALDACCI - I FONDAMENTI BOTANICI ECC. 31i> tutti, il Marsili, lavoratore instancabile e geniale in ogni momento fausto o avverso della sua vita, devoto all’Umanità che ha servito brillantemente dall’adolescenza all’ultimo giorno della sua vita, merita veramente che egli sia sempre presente nella memoria delle nazioni da lui servite e prima d’ogni altra, dopo la sua Bologna, dell’Ungheria per la quale mise a disposizione tutto sè stesso. Il Marsili muore soddisfatto dell’opera compiuta, ma non può essere pago dell’altrui riconoscenza. Ho trovato scritto nel Chierici 1 che « gli uomini d’ingegno, i benefattori dell’Umanità non confidino mai troppo nella giustizia de’ loro contemporanei e massime in quella de’ potenti» e purtroppo questo detto è sempre vero. Il nome di Luigi Ferdinando Marsili, sacro all’Italia, celebre nella scienza e nell’arte della guerra, è stato per troppo lungo tempo contrastato da molti alla gloria e a quei piani della celebrità ov’egli deve emergere. Bologna ha un dovere di madre verso il Marsili che non si può compiere con una semplice dimostrazione formale limitata alle nostre modeste mura e a qualche cerimonia, ma vuole che la solennità della commemorazione di questo immortale assurga a una festa mondiale della scienza e in quella occasione sia costituito un Comitato di dotti perchè tutte le carte manoscritte superstiti del nostro grande vengano sistemate e pubblicate in tanti volumi speciali quanti sono stati gli argomenti da lui elaborati e in mezzo a difficoltà enormi portati a termine. Per i botanici il primo volume deve essere quello importantissimo sui Tartufi, togliendo finalmente dal silenzio e dal disordine in cui si trova la trattazione di questi vegetali singolari che la morte non gli permise di dare alla luce. Bologna, Pasqua - Monzuno, Ferragosto 1930. A. Baldacci 1 T. Chiebici : II Conte Luigi Ferdinando Marsili. Cenni biografici, Bologna, 1871.