E. BORTOLOTTI - LA FONDAZIONE DELL* ISTITUTO ECC. 469 Darsi alla milizia in aumento del Lustro delle loro famiglie, a gloria della Patria, e a beneficio ancora della Religione, la quale restò così bene con l’armi servita, nella gran Guerra di dici-sette anni contro de’ turchi. Questo mio descrittovi oggetto, fu il principio di quell’Insti-tuto che ora possedete per la grazia di Dio, e per la beneficenza della Santa memoria di Clemente XI, poiché avendo io posto ai suoi piedi, volle col suo grande intendimento e col bel genio per le scienze e per le Arti, non ostante i molti disturbi che patì nello Stato ecclesiastico, promuoverlo con tante benemerenze, ed anche in forma piò estesa di quello primo embrione; perchè appunto, vivendo io ancora sotto le tende, pensai che bisognava ampliare una tal formazione a beneficio della Storia Naturale, delle Matematiche, e della buona moderna filosofia, in modo che ognuno avesse potuto in esse approffittare con l’evidenza di Capitali, che gli avessero insegnato egualmente per gli occhi, che per le orecchie. Per giungere dunque a questa perfezione, non risparmiai nè fatiche nè spese, nè congiunture che anche fuori delle mie forze avessero potuto farmi arrivare all’ideato mio fine. Vi è noto quali e quante avversità della fortuna mi occorsero, per dovere probabilmente dubitare del fine, che a raccontarvele solamente vi obbligherei a fondervi in lagrime, e per questo passo sotto silenzio in questa mia lettera i miei sofferti disagi. Posso dirvi della mia costanza in volervi servire con tale fondazione, per rendere questa Città, se non superiore, almeno eguale alle maggiori moderne Università e Accademie di Francia, d’Inghilterra, dell’Olanda e della Germania, unendovi un Complesso, ch’esse certamente fino ad ora non hanno, come l’inventario generale di sì fatti Capitali, depositato all’Archivio di S. Domenico; ad ognuno di voi lo paleserà, con una ordinata suddivisione, ogni qualvolta vi compiaceste di volerlo leggere, con le necessarie precauzioni. Pensai che lo stabilimento e l’esercizio di questa mia idea, dovesse essere appoggiato a questo Senato, col quale capitolai, affinchè fosse da esso destinata una perpetua Assonteria di sei Senatori, che in vita presiedessero a tale governo, acciocché essi