130 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI mati, poi su Ostellato, fugando il presidio, che vi avea perduto 200 uomini, dando fuoco al paese, ed impiccando, fra gli altri, un prete perchè diceva che questi eccitavano i villani e davano, come era l’ordine del Papa, nelle campane appena gli imperiali erano segnalati: il Marsili ilice che vide ad Ostellato orrori e profanazioni peggiori che in Turchia. 1 Ma queste non erano che forme crudeli di rappresaglia, la vera invasione si ebbe il 26 ottobre quando il Konigsegg attaccò il Bondeno, e il Daun avanzò dalla via Emilia. Accadde rapidamente ciò che il Marsili avea temuto e sconsigliato : Bondeno cadde il secondo giorno con 2000 prigionieri: Pontelagoseuro fu sgombrato, ritirandosi i 1000 uomini di guarnigione a Ferrara, Forte Urbano e la cittadella di Ferrara furono bloccate e a Bologna si presentava il colonnello Pallavicino intimando di preparare quartieri per le truppe. Non vi era nulla da fare che sottomettersi. Ma, a dir il vero, lo si fece forse con troppa grazia, poiché al Daun come al Konigsegg, quando passarono per la città, il Senato si affrettò a far una visita di omaggio, tenendo nota precisa del Diario dell’etichetta seguita. Marsili e Daun di fronte ai segreti del cerimoniale non differivano punto, anzi quando, fatta la pace, il Daun ripassò l’8 febbraio per Bologna e volle egli stesso restituire la visita, il Con-faloniere commosso ne fece una particolare relazione al Senato, rilevando che Daun teneva in pugno il bastone di comando che il Senato gli avea regalato. Era proprio vero che Bologna non faceva parte dello Stato ecclesiastico con cui il Daun era stato in guerra ! Al povero Marsili non toccò punto tanto onore al suo ritorno nell’aprile, benché avesse adempito sino all’ultimo il suo dovere verso il Papa. 1 II Marsili descrive lungamente il suo accorrere in soccorso di Lon-gastrino e Ostellato, avvenuto troppo tardi perchè la sua jjartenza stabilita per il 15 sera, data la cattiva esecuzione degli ordini avvenne solo il 16 sera. Mss. Marsili, I.XXII. Per imparzialità si deve ricordare che nelle Campagne del Principe Eugenio, X, si accusano i pontifici di aver ad Argenta sventrato una donna incinta, moglie di un ufficiale austriaco.