P. DUCATI - LE ANTICAGLIE DI L. F. MARSILI 335 leonica e passò con molti marmi Albani a Parigi nel mostruoso Museo Napoleone; fu allora che il marmo fu indicato come le Faune à la tache, in causa di due macchie verdastri sulla gota destra, sul sopracciglio e sulla fronte pure a destra, dovute al contatto di bronzi ossidati (Monuments untiques du Musée Napoléon, v. II, tav. 18). Nel 1816, allo scioglimento del gran Museo Napoleone, il Fauno dalla macchia fu acquistato da Luigi I di Baviera per la sua Glittoteca di Monaco, di cui appunto in quell’anno si iniziava la costruzione. E nella Glittoteca di Monaco il marmo marsiliano è tuttora conservato (Furtwängler A., Beschreibung der Olyptotek König Ludwig’s I, 1900, n. 222; Brunn-Bruck-mann, Denkmäler der griech. und römischer Skulptur, n. 5, A ; Rodenwaldt G., De Kunst der Antike, Hellas und Rom, 1927, tav. 462). Ma che nei due volumi di pitture ad olio conservati nella biblioteca del Museo Civico di Bologna siano riprodotti i monumenti del primo nucleo di anticaglie donate, come dice la loro intestazione, all’illustrissimo Reggimento di Bologna per ereger l’Instituta Marsigliana, cioè nel 1712, si deduce anche da un elenco di monumenti antichi inserito nell’ opera del Quincy, parte IV, p. 84 e segg., intitolato Les pièces d’anti-quités les plus rares, qui se trouvent dans le Cabinet du Comte Marsigli, et doni il a fait donation à VInstitut le 22 d’aoüt 1715, sont les suivantes. Ora nessuno degli oggetti antichi del documento addotto dal Quincy figura nei suddetti due volumi di pitture ad olio. Ma ecco il contenuto di questi due volumi; nel primo si hanno i monumenti seguenti in einquantacinque tavole: Tav. l.a - Urna marmorea rettangolare con coperchio sagomato ad altare; nella parte anteriore è la inscrizione: DIS MANIBUS SACRUM MARCIAE SECUNDAE L. PASSIENUS HERACLA CONIUGI BENEMERENTI FECIT ET SIBI