354 MEMORIE INTORNO A L. P. MARSILI distribuiti nel Museo Civico tra la sala Vili, H e la sala IX, H ; la figura di donna tutta ammantata è da identificare con la statua fittile nella Sala VIII, E. Non esiste nel Museo Civico il bassorilievo marmoreo, menzionato poscia dal Quincy, rappresentante un soldato incoronato di edera e trovato in una tomba vicino alla chiesa di S. Sebastiano sulla via Appia. Le due erme marmoree che quindi vengono addotte, l’una con due teste muliebri, l'altra con una testa muliebre, e cou una barbuta di Dioniso, sono nel Museo Civico; sala VI, C. Non identificabili sono le iscrizioni sepolcrali ornate di figure grottesche; più non esiste nel Museo Civico, e non credo nemmeno che esista altrove, la pittura a fresco strappata da un muro del palazzo imperiale di Danzica (!) nel 1715 e rappresentante la figura di un fiume stante, un gruppo di tre donne appoggiate al tronco di un albero, al cui piede si snoda un serpente, ili pare che qui il buon padre Quincy sia in preda alla più sbrigliata fantasia. Menziona quindi il Quincy il cosiddetto Fauno dalla macchia, due statue di Iside, una di bronzo e l’altra di marmo, non identificabili. Così la testa d’Iside su di un piedistallo di alabastro sfugge ad una identificazione, mentre la rana di marmo di fattura squisita, che il Quincy chiama petite, è forse la grande rana di marmo scuro, forse ornamento di fontana, perchè traforata nel senso dell’altezza, ora nel Museo Civico, sala IX, H (cf. Ducati, Guida ecc., p. !)1). Il Quincy nel dar notizia di tutti questi monumenti fa cenno della questione della localizzazione di Veio, per cui il Marsili tanto si interessò nel 1714 a Roma, e di due scritti del Marsili: quello, già menzionato, sull’uso e gli effetti delle antiche lucerne, inserito nel volumetto del De Limiers, e quello sull’origine e l’uso dei Termini (si v. nei manoscritti del fondo Marsili nella R. Biblioteca della Università di Bologna, 11 u. 102, E: Memorie per li dei Termini e più cose Etrusdhe; è un fascicolo di cartelle 43 in parte autografe e con disegni a pernia e ad acquarello). A tutte queste anticaglie si aggiungono due monumenti.