U MIMCOXI LA ttirrnA t>KUx> «TATO PUNTINCIO 1 TOH il 1)5 una conventlone »irrtii il 11 dicembre 170« Ira il Ma re beat* di l*rtè, <'»m mi Mar i<> imperiai«* in Italia, e il I>uca «li Parma per i quartieri d'interno delle truppe imperiali in cui era previata anche una rontrlbutlone degli cccleaiaatici per 21.2AO piatole. Ka arrido qu«nti rlcond al papa, «'»me alto Mlgnore del Durato, quarti la dichiarò nulla minacciando la acomunlra agli invaaori *. La rlapoata ufBrlalr deH'Imperatnre, rhe negata «igni fondamento alla pr»ite*ta, rivendicando I tocchi diritti im|ieriali au Parma e Placenta e infirmando || valore «Ielle renaure ateaar, «I fece appettar«* quaai no anno * (giugno 1 “OHt, ma non già i »egnl di malcontento, come I divieti di Inviare denaro a Roma ; il pi«1 grave di cani fu l’ocrti pallone improvvida di ('anurrhio che pareva voler far risorgere a profitto degli E»tenni la questione non mai aopita di Ferrara. Il duca Rinaldo d’Rate, che aveva avuto lo atato occupato dai Franerai, viatoal trattato da mi come ao* petto, ai era rifugiato a Ikdogna, dove rima a«- dal 1702 al 17»7; rientrato a Modena, rioccupata II 20 novemlire 170« dagli Imperlali. ■'•ime avea ottenuto la facoltà <11 acquistare a cari» almo pretto Mirandola e Concordia, mnflacate al Pico, coal certamente ricordò all'lmperator* la queatione «Il (’«»macchio, eh« come feudo imperlale non doveva eaaer conducalo inaiente a Ferrara nel 159* * Ma in realtà Comacehio fu per l’impero aolo un * [« Uaann il *m mirti pomr •rrrir a r kutoirr da XVIII »Me. Ala 1TTT. V. e BmlUrimmi Clraaealia XI. Roma». MDCCXXM. p. «7. * fi MaaUaato laqwrlale la Da I-imbkstt. op. cU„ V, M. Il leato latteo la ngtatui« Memori*. l.XXI. BM (BibL tnlr«Tallaria di Ho-U«aa» * E" laiirwmif ricordar» rbe Rinaldo era «tato *IA cardinale a atta ael l«6 rtaaDctalo alla porpora per aamdrrr al nipote Praoceacoll ■aorte ael l