176 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI saccheggiate le basiliche esterne; ma furono respinti, mentre che truppe bizantine liberavano Bari, inclusa nel piccolo regno che F ammiraglio aghlabìta al Mufarrigj si era costituito in Puglia e Calabria. Nel 872 gli Aghlabìti toccarono una grave sconfìtta a Salerno, che pose termine ai loro tentativi di conquista sul continente italiano, sicché si ridussero alle semplici razzie. Al principio del decimo secolo agli Aghlabìti nel Nord del-l’Africa successero gli eretici Fatimìti, fondati da Ubàid Allàh al Màhdì, il quale, dopo alcuni tentativi, riuscì a toglier nel 934 la Sicilia agli antichi governatori Aghlabìti ivi rimasti; di là le sue navi mossero a saccheggiare sin Genova (935), la Corsica e la Sardegna. Poi i Fatimìti conquistarono l’Egitto e là si stabilirono, il litorale centro africano sfuggì dalle loro mani e vi successero varie dinastie berbere. La Sicilia restava pur sempre sotto i Fatimìti, sino a che nel 988 il loro governatore Giàafar si rese autonomo; ma con la sua crudeltà di governo scontentò prima i Berberi, che egli rimandò in Africa, poi gli Arabi, i quali lo deposero e lo scacciarono in Egitto, pur lasciandogli portarsi seco le sue « economie » in 670.000 monete d’oro. Il malgoverno degli Arabi in Sicilia provocò l’intervento dei Bizantini, dei quali le truppe poi si ritirarono lasciando l’isola frazionata in molti piccoli governi musulmani in lotta fra loro, uno de quali chiamò in suo soccorso i Normanni. Il principe di questi, Roberto Guiscardo, fece iniziar la conquista dell’isola dal fratello Ruggero, poi egli stesso la completò, occupò Malta e il suo successore Ruggero II si impadronì, ma per poco, anche del litorale africano da Susa a Tripoli (1148). Siamo già nel periodo delle Crociate, durante le quali, e ancor per due secoli dopo, il Mediterraneo si trova in potere, si può dire, dei Cristiani; la pirateria non può più fiorire; mentre dal lato orientale del bacino l’impero islamico, diventato di arabo turco, attende all’assestamento dopo l’invasione mongola di Tamerlano (1402-3) ed esplica il suo conflitto con l’Occidente cristiano essenzialmente posando il piede in Europa