282 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI Fu il caso fortuito o il calcolo prestabilito che portarono il Marsili a innamorarsi del paese tra il Danubio, la Sava e la Drava fino alle porte della Valacchia? Forse fu il caso. Non potendo compiere i suoi voti per l’incontro con una gentildonna, stabilì di abbandonare la Patria e recarsi a Costantinopoli oive si formò quella cultura sussidiaria e indispensabile per accettare poi le missioni che gli vennero in seguito affidate. Nessun luogo al mondo poteva anche allora, più di Costantino,poli (come della Turchia in generale), essere più adatto per garantirsi quel corredo di cognizioni e quel carattere speciale che può fare di un uomo, il quale ne abbia la capacità e le attitudini, un capo militare. La regione danubiano-carpatica, che il mare limita urlante al Quarnero giù dalle chine del Velebit e dei primi Dinara verso l’Italia colle sue selve immense (ai tempi del Marsili era molto più selvaggia di oggi) e la ricchezza dell' humus, palpitava di quella vita vegetale che ha sedotto ogni naturalista che se ne è occupato da allora fino a noi. Così, egli si perdette su quei monti e dentro quelle selve sterminate e giù nei piani malarici e nella puszta, raccogliendo sempre e classificando e mandando materiali in Italia e all’estero per confronti e pareri. Il Marsili si adattò facilmente con i popoli danubiani. Il Danubio non è per essi soltanto un fiume sacro, come il Gange per gli Indiani; la regione che il Danubio solca è abitata da popoli mistici portati alla poesia, al canto, all’amore, alla pietà. Fin dai tempi di Strabone, il quale aveva viaggiato tanto, noi sappiamo che la razza dei Ceti, agglomerati intorno ai Carpazi, era rinomata per il suo istinto bellicoso e religioso ad un tempo ; essa ebbe un Zamolehi che predicava la superiorità dell’anima sul corpo contro ogni concetto materialistico e ammetteva la immortalità dello spirito. L’idealismo era sovrano sopra tutto il paese che il Danubio solca, e quella natura che pur oggi vi regna, facendo filosofi e pensatori quei popoli, dovette sorprendere anche il Marsili, che era quasi un tipo della Rinascenza e per tanti lati somiglia agli Enciclopedici originali: geniale non solamente in guerra, ma anche nella organizzazione dello Stato