400 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI buon ripiego non quello, che leva tutti i pregiudizi, che ordinariamente non si trova, ma bensì quello, che impedisce i maggiori. Oltre che i Signori del Reggimento potranno da qui avanti servirsi di una regola infallibile per conoscere chi veramente serve, e non serve, che sarà di far esibire nell’ Assonteria di Studio d’anno in anno, la nota delle fedi degli scolari Studenti, che avrà presso di sè, o il Notaro dell’Areidiacono, o chi sarà a ciò deputato, dalle quali rileverà la certa cognizione dei Dottori che servono, e che non servono, e di quelli, che hanno più credito e più concorso, per praticare con norma sicura la giustizia del premio e del castigo. Del rimanente, il pensare in oggi di aggiungere nuovi Lettori senza pensare nello stesso tempo alla maniera di farli ben servire, è lo stesso che incontrare l’ultima ruina dello Studio, perchè, come si è addimostrato, il male non nasce dalla mancanza dei Lettori, essendone in eccesso, ma dalla qualità di essi, e dal mal servizio, che rendono, e l’accrescere il numero senza il necessario provvedimento, è lo stesso, che canonizzare gli abusi passati iu aumento dei futuri, e rendere disperato per sempre il buon servizio, cioè a dire il risorgimento dello Studio, il di cui deplorabile Stato non ha bisogno di lenitivi, ma dei più risoluti rimedi. Questi sono i mali maggiori dei due primi Membri componenti il Corpo dell’Università dello Studio, che in ristretto, come abbiamo veduto, a quattro principalmente si riducono. All’abuso nell’ addottare. AH' impiego non regolato del denaro della Gabella. All'eccesso del numero dei Lettori. Al mal servizio, che questi rendono. Si rimedia al primo colla pura osservanza delle Costituzioni eseguita colle proposte cautele. Si rimedia al secondo eseguendo le Ordinazioni di Clemente VII e del B. Pio V, col formare un fisso assegnamento del denaro della Gabella in quella somma, che in ora si stimerà bene. Al terzo, rimettendo in uso la disposizione di Nicola V che prefigge il numero dei Lettori. Al quarto praticando l’altra disposizione del medesimo Pontefice, che comanda sì rigorosamente la Conferma dei Lettori d’anno in anno, ma che meglio potrebbe ridurre al Triennio. Dal che chiaramente rileva, che tutti i pregiudizi presenti dello Studio non da altri procedono, che dalFaver posto in di-