L. SIMEONI - LA DIFESA DELLO STATO PONTIFICIO 1708-9 131 Quando l’invasione temuta si delineò sicura il Marsili si affrettò a far ritirar le truppe da Cento, proteggendone la ritirata con pochi cavalieri, mandò il Reggimento Albani ad Imola ed accorse con 80 cavalli a Forte Urbano per vederne lo stato e lasciare gli ordini. La visita inaspettata sollevò il morale di quella povera gente e il Marsili nel lamentare col Paolucci le deficienze (dovute sempre al Legato!) della fortificazione, del vestiario e del vettovagliamento, si compiace del buon contegno dei soldati e del comandante col. Bussi. Nel tornare a Bologna dovè sfuggire gli agguati tesigli dal nemico : lasciò la via Emilia, si tenne alle colline, e camminando tutta notte, carne un tartaro, arrivò al mattino a Porta S. Ma-molo mentre tutti a Bologna lo credevano già prigioniero, voci sparse, dice il Marsili, da quelli stessi che avevano fatta la spia al nemico della sua corsa. In compenso gli imperiali catturavano un convoglio di vestiti al Samoggia che, solo adesso, il Vicelegato mandava a Forte Urbano. A Bologna intanto arrivava un trombetta che precedeva il col. March. Pallavicino con le intimazioni del Daun alla città e al Legato.1 Marsili, che si trovava presso quest’ultimo per confortarlo, dovendo restare con i tedeschi in una città che non lo amava, si prestò a combinare i termini dell’abboccamento, poi, uscendo dalla città verso la pianura, mentre le pattuglie nemiche lo attendevano verso i monti, arrivò il 6 ad Imola, e di lì passò a Faenza, cercando di raccogliere la gente dispersa, mantenere un po’ la disciplina, salvare le artiglierie e i depositi, dar fuoco ai foraggi abbandonati. Nella marcia a Faenza corse rischio di essere ucciso perchè capitato fra dei fanti in ribellione del Reggimento Malvezzi, uno di questi lo prese di mira col fucile. Il colpevole e un altro furono fucilati davanti 1 II Pallavicini arrivò con 40 cavalieri il 4 novembre : oltre i quartieri pretese degli ostaggi bolognesi per il passaggio sicuro delle truppe e la garanzia che la popolazione non prendesse, sino alla pace, le armi. Arch. Vaticano, Lettere del Legato, 4 novembre. Le altre notizie sono desunte dalla corrispondenza del Marsili, Mss. LXXIII.