436 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI al ricovero del materiale scientifico, poi ricorse per sussidi alla Santa Sede. Ottenne che fosse devoluto all’istituto il provento di certe cariche, che importava un annuo reddito di circa Lire 5.000; poi, visto che tale reddito non sarebbe stato liquido se non alla morte dei beneficiari, ottenne che fosse in parte anticipato, e che fosse devoluta all’istituto anche la tassa che, per diritto di Stampa, veniva allo Stato per la pubblicazione dei pubblici Atti di Governo, infine ottenne un sussidio di 15.000 scudi per la continuazione delle fabbriche. Ma, sia l’apprestamento delle aule, che la costruzione della Specola andavano troppo a rilento, in modo da far credere al Marsigli che quei 15.000 scudi non finissero... in fondo a Reno !... mentre poi, d’altra parte, si andavano introducendo nella nuova istituzione quei medesimi abusi che erano stati causa della rovina dell’antico Studio. I reclami verbali a nulla giovavano, e le denucie formali alle autorità cittadine ed allo stesso Legato, non facevano che procreare interminabili liti che aduggiavano l’animo del generoso ed impaziente generale. Ma gli si presentò una occasione che gli diè modo di poter imporre una pii! fedele osservanza delle disposizioni statutarie. Per la stampa della sua magistrale opera sul Danubio fu-iono offerte al Marsigli vantaggiose proposte da una rinomata società libraria di Amsterdam. Il Marsigli accondiscese alla stampa, rifiutò qualsiasi pecuniario compenso, volle solo in cambio una copiosa e rara collezione di libri scientifici, che non erano compresi nella Libreria dell’istituto, e si trovava all’Haia per la vendita della famosa libreria del Cardinal del Basco, ed una raccolta di « Cose naturali delVIndie » (cioè dell’America) che il Vallisnieri giudicò « da se stessa poter for-« mare un Museo, di cui forse in quel genere non sarà il sc-« condo in Italia ». Egli intendeva di lasciar tutto ciò in dono all’istituto, ma a condizione che fossero rimossi, insieme con gli abusi introdotti, le cause che avrebbero potuto favorirli. Si recò egli stesso, nonostante la di lui oltre sessagenaria età, con lunga navigazione da Livorno a Londra ed indi ad