L. SIMEONI - LA DIFESA DELLO STATO PONTIFICIO 1708-9 135 doveva rassegnare a liquidare il dissenso, rinunziando alle sue pretese come gli avea scritto il Principe Eugenio nel dicembre : « Riguardo poi alla marcia su Roma, V. M. mi permetterà di rappresentarle con umilissimo respect, che bisogna conside riren S. Santità non solo coirne Principe terrestre ma anche come Capo della Chiesa Cattolica, e per questa ragione crederei doversi ben ponderiren la cosa ed essere molto meglio, che nella speranza suespressa e nelle presenti favorablen conjuncturen le truppe di V. M. I. non abbiano da avanciren proprio sino a Roma, tranne il caso che non vi fosse altro mezzo e le circostanze volessero così ».1 E pochi giorni dopo esponeva con più vivacità le insistenze alleate e l’urgenza di finire il conflitto.2 Ora è assai curioso il fatto che le fonti austriache più serie giudicassero il trattato favorevole al Papa, come era in realtà, mentre nell’ambiente francese (rappresentatoci dal Saint Simòn e dalle Gazzette) si presentasse il Prié come un insolente trion- 1 Campagne del Principe Eugenio, X, 355, 2 dicembre 1708. 2 Tanto il Mylord (Harlborough) quanto i Deputati dell’ Olanda mi hanno parlato in termini molto energici degli affari papali, avendo essi ricevuta dalla Francia e da altri luoghi la notizia che quel litigio abbia la probabilità di assumere vaste proporzioni ed hanno detto, che se stando cosi le cose le forze di Vostra Maestà Imperiale avessero da essere impegnirt colà, essi soli non potrebbero fare qui ogni cosa, e perciò tanto l'uno quanto gli altri vorrebbero scriverle, affinchè da quella questione non derivino intoppi alla imminente campagne, delia quale invece si avrebbe tanta ragione di sperare, che abbia da riuscire la migliore, tenuto conto che da parte degli Alleati si vorrebbe fare un effort, e quindi non sarebbe equo, che le armi di V. M. I. fossero adoperate ed usate altrove per una cosa che non è di speciale conseguenza. Per conto mio ho contrapposto tutti i motivi immaginabili, sia per mantenerli nei loro buoni propositi sia per assicurarli, che da parte di V. M. I. si vorrà fare ed appliciren ogni cosa per risolvere quella faccenda durante questo inverno. Ciononostante essi mi hanno pregato di volere a nome loro interessare con tutta sommessione V. M. I. a questo proposito, il che faccio subordinatamente con questa mia e non devo tralasciare di dirle umilissimamente, che siamo vicini al mese di gennaio e quindi non rimane più tempo per lasciarsi ulteriormente