468 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI lui, ad ogni di Lei richiesta, sentirà quello che della mia porzione paterna fossi debitore nella lite comune, col Sig. Silvio Marsilli, per dovermene dimettere con una somma ubbidienza alla Giustizia del Principe, che in breve sarà informato di quello che per 19 anni ho tenuto celato. Queste mie espressioni V. S. 111.ma vorrà far passare al Signor Marchese Giorgio di Lei fratello, come al Signor Conte Filippo, ed al di lui figlio d'età capace d’intendere tutto ciò, e col mio profondo rispetto sono, DI Casa li 7 Giugno 1727. Luigi Ferdinando Marsilli Commiato A tutti gli Ordini della città di Bologna Volle l’Onnipotente, ch'io pigliassi la condizione umana fra Voi altri, in tempo che le Scienze e le Arti erano l’occupazione maggiore degl’ingegnj nobili e civili ; e ch’io stesso ne godessi l’esempio fra le Scienze appunto e fra le Arti liberali, sotto la disciplina de’ più esperti Maestri, in quel tempo felice in cui questa Università, e massimamente l’Ordine Nobile, con tanta applicazione se ne approfittava. Nell’età mia pertanto di diecinove anni abbandonai il tetto paterno, per cercare nella mia geniale vocazione alla Milizia aumento di credito, il che a volo mi riesciva, sempre però fra le vicende di buona e avversa fortuna ; e quel vantaggio che io ne incontrava, lo riconoscevo per un frutto degli insegnamenti che mi erano stati dati nelle Università di Bologna e di Padova. Nel tempo poi che io rifletteva a questo debito, pensai sempre al modo di pagarlo; e però piacque a Dio, che dopo due anni di servizio in attuai guerra contro i turchi, sotto le gloriose insegne di Leopoldo Cesare, mi risolvessi a stabilire nella Patria un Capitale Instruttivo alla Nobiltà della medesima, per tutti quegli Studi che potessero spianar loro la strada a facilmente apprendere i fondamenti necessari, per incammi-