448 MEMORIE INTORNO A L. F. MARSILI Conservazione del Capitali. Questa ha per base un esatto catalogo ben circumstanziato, di tutti li capitali, che non essendo stato fatto nell’instru-mento fra il Senato e me, che in una forma molto grossolana all’uso notarile, si convenne fra gli assunti e me di buona fede di farne fare con l’assistenza de’ professori uno di tale esattezza; anzi che di più si comprarono gran libri di carta bianca mercantile per farli scrivere sopra tali inventari], ed esibendosi il Signor Senatore Segni di volere lui accudire a tuttoeiò, sono 1% anni che tali libri andarono nel di lui palazzo, senza che mai più sia stato fatto nè meno il titolo ai libri, non che li inventarij. In questo spazio di 14 anni in tutte le diverse stanze ho fatto un’aumentazione di capitali, che fa la somma poco meno della prima donazione, e perchè allora viveva il Signor Canonico Trionfetti, d’erudita memoria, mi confidavo nelle sue memorie, giornali, che di ciò poteva perchè nella di lui annua ricognizione di tuti li Capi, a stanza per stanza, ne faceva commemorazione. Dopo la di lui morte, il nuovo Presidente, di natura lento, dicendo di essere occupato per la Notomia, lasciò passare molti mesi più dell’anno, prima di dare principio a fare la di lui relazione annua di quei capitali che si fossero accresciuti o diminuiti dall'Assunteria del medesimo Instituto, perchè poi si avesse fatto la relazione convenuta fra l’Assunteria e me al Pieno Senato. Questa Cognizione di poco ordine per li cataloghi fu una causa perchè cominciassi a pensare diversamente su l’augu-mento di considerabili nuovi Capitail per esso, che sono pronti da consegnarsi dopo d’un miglior regolamento, senza del quale, tanto il Signor Cardinale Paolneci, quanto Monsignor Lambertini conosceranno essere giusta la mia proposizione di volere più tosto far godere questo dono alla mia Patria con la vendita di questi nuovi Capitali per erogarsi il ritratto di questi Capitali alle note Cause Pie, e che tutto il rimanente anche si alienasse a sollievo dei debiti della città; perchè in tal guisa poco dopo della mia- morte tutto comincierà a smarrirsi