A. BALDACCI - I FONDAMENTI BOTANICI ECC. 311 colte e tutte le sue vedute durante l’intera sua attività di soldato e di diplomatico. Gli anni lo dovevano però portare gradatamente alla realtà e pur nella dubbiezza, che è qua e là manifesta ancora nella « Dissertatio », la presenza dei « semi » e la funzione del micelio sono due fatti da lui assicurati alla scienza. L’ossessione del Marsili è di giungere alla sicurezza assoluta della presenza dei semi nei funghi e intorno a ciò non lascia alcun artifìcio; siamo qui tra il 1720 e il 1730. Ma ciò che più stupisce in questa sua incessante e sconfinata attività è di sapere com’egli trovasse il tempo di occuparsi con tanta diligenza di simili studi difficili e complessi, egli che, specialmente dopo la sventura di Brisacco e durante l'ultimo decennio della sua vita era sempre in viaggio, in Italia e fuori ! Quale gigantesca forza agiva in lui! Un giorno verrà chiarita la parte senza dubbio notevole che gli studi Marsiliani sui funghi in generale e sui muschi ebbero per il Micheli. Non contento di tutto questo, il Marsili aveva anche provveduto ad una « dissertazione sopra diversi funghi, che nascono ne’ siti dove si cavano li tuberi esculenti, e con l’edizione di un’altra sopra due altri funghi, che nascono altrove, cioè di certi prataioli, che crescono l’uno nell’altro, e di un altro fungo di figura di clava, che ha sembianze d’avere li semi ». La sua mente era instancabile a ricercare novità sopra novità e intorno a qualsiasi argomento che si riportasse alla vita dei funghi o epigei o ipogei, e tutto voleva vedere e discutere e controllare per chiarire le relazioni esistenti fra gli uni e gli altri. Il Marsili morì il 1° Novembre 1730, restando fedele fino all’ultimo ai suoi studi sui tartufi. Vi è ancora una lettera del 23 Luglio 1730 conservata nello stesso Tomo LXXXYI in cui rammenta la scoperta di un « fungo corallino » da lui fatto disegnare e del quale dà le notizie che gli era riuscito raccogliere. Più che alle fanerogame, egli si sentì trasportato alle crittogame. E che egli abbia limitato i suoi studi a queste piante