310 MEMORIE INTORNO A h. F. MARSILI ramusculos fungosae esse substantiae ego quidem non adeo ne-gaveriin, praecipue quod cum ipso fungo connexionem aliquam liabere videantur), giunge finalmente ad ammettere quest’organo anche nei tartufi. Nella preparazione del suo voluminoso studio sugli ipogei, il Marsili non dimentica di ricercare quanto è stato scritto anteriormente a lui, scendendo da Dioscoride fino ai suoi tempi. Interessante, fra le carte conservate a questo titolo, è una copia dell’« Opusculum » del Ciccarello.1 Non v’è dubbio che il cammino percorso dal Marsili dalla giovinezza fino alla morte per illustrare la vita dei funghi non gli abbia dato molte sorprese, facendogli acquistare una competenza in materia che forse nessun altro del suo tempo, compreso il Malpighi, raggiunse mai. In principio, egli non aveva potuto che seguire il Malpighi stesso, il quale molto si dibattè particolarmente per la questione delle radici e dei semi dei funghi, senza ottenerne risultato sicuro. Il Marsili non trovava modo, allora, di veder meglio del maestro. « Obscurissimus mihi (il Malpighi scriveva) est ipsorum (dei funghi) exortus, et adhuc post multos conatU8 ignotus ut pauca tantum cursim enuntiare possim ad excitandam potius aliorum solertiam, quam ad certa ac vera aperienda ». E — sempre allora — egli non sa allontanarsi dagli antichi e crede che i funghi « sunt excrescentiae terrae, nec semen, nec florem habent, sed sponte nocte una, aut altera e terra emergunt ex quadam commixtione salis sulphuris iuncta terrae pinguedini » secondo l’espressione del Morison nel Dialogo unito all’opera « Hortus regius blesiensis auctus », uscito a Londra nel 1669. Queste idee egli riafferma a Trionfetti in una sua lettera del 20 giugno 1703 da Brisacco colla persuasione di avere risolto in tal modo la questione circa l'origine e la natura dei funghi. Era il periodo d’oro del suo carteggio col Trionfetti al quale, come si è visto, mandava tutte le sue rac- 1 Opusculum de tuberibus, Alphonso Ciccarello ph.vsico de Maevania auctore Patavii 1564. - Vi è aggiunto un opuscolo: De Clltiunno flumine celeberrimo.