M. LONGHENA - L. F. MARSILI GEOGRAFO 197 luogo che da lui fu scelto come sua sede per qualche tempo e che gli piacque e da cui mosse per gite di esplorazione scientifica fu il lago di Garda : a Maderno si fermò parecchio, esplorò in tutti i sensi il lago e le terre alte che ad est lo chiudono (m. Baldo), misurò altezze, col barometro, e profondità con strumenti di sua fabbricazione, si spinse di qui anche assai oltre, fino alla Laguna Veneta e fino ai monti del vicentino ed anche del principato di Trento. La monografia sul Garda, una delle opere più armoniche e più complete che siano uscite dalla sua penna e che forse doveva attendere soltanto, per apparire onestamente fra la gente, la lima di qualcuno dei tanti correttori delle sue cose, fu composta durante la permanenza del Marsili a Maderno, nel 1725. Ultimo viaggio di qualche lunghezza e durata si deve considerare quello da Livorno alle foci del Tamigi e di qui alle coste Olandesi, viaggio intrapreso quando il Marsili andava verso i 65 anni. Frutto di questa lunga navigazione che gli permette di fare osservazioni sulle correnti dello stretto di Gibilterra, che gli permette di studiare le dune olandesi, sono e la famosa lettera allo scienziato olandese Ermanno Boerhaave 1 e le molte osservazioni sopra le dighe contenute nel ms. 99 A. e raccolte in 7 quadernetti. Ma quante altre parti d’Italia e d’ Europa il Marsili ha visitate ! Ce ne accorgiamo scorrendo i lunghi volumi manoscritti, lo avvertiamo leggendo nelle sue opere pubblicate i frequenti accostamenti fra un fenomeno e l’altro. Schizzi numerosi, appunti brevi, osservazioni buttate là, alla buona, richiami numerosi ci reonducono nelle parti più remote, negli angoli meno noti d’ Europa, ed in essi fu realmente il Marsili e ciò che dice indubbiamente osservò, chè in lui è meticolosa scrupolosità di scienziato e rara coscienza di studioso. 1 Si veda il contenuto, da me pubblicato, di questa lettera nell’An-nuario del R. Istituto Scientifico A. Righi, Bologna, 1929-1930.