Capo VI. 23 tenia. Nel 132,5 in Luglio correva l’Indizione otr : fava, e non terza. Sono dei soliti erróri degli Amanuensi leggere un numero per f altro , il perchè smarita la V , chi trascrisse qiiel documento avrà letto HI, in vece di Vili , nel suo autentico . Ciò frequentissimamente succede come tutti san-: no , Ma nel 1325 il de Brutti non era Piovano ! di S. Moisè, perchè lo era in quel tempo 1’ Ami-20, come insegna il Coletti , pag. in , che era f stato eletto li 9 Ottobre, 13211 dal suo Capito- lo solo, non da’Parrocchiani 5 ma non accettò se non il dì 14 Ottobre, dopo molte preghiere e istanze a lui fatte dal Diacono, che era stato eletto e creato Sindico per presentarlo al Vescovo. 441 ) Potrebbe con fondamento sospettarsi , ciò che altrove abbiamo dimostrato , che qui pure il Tlebanus niente più vaglia se non Prete della ple-'4he o Chiesa di S. Moisè. Ma nè egli nei suoi Rogiti così s’ appella , nè forse il Sec. XIV facilmen-' te usava più quella maniera di parlare ■ Può essere , che nell’ Autentico fosse scritto Tresbyteri in ¿«vece di Tlebani. Ma il de Bruttis soleva dirsi Cle-ricus e non Tresbyter . E se poi veramente 1’ autentico‘di quella Carta leggeva Tkbani, come vuoile la presunzione, quale ripiego allora onde scior-re la difficoltà ? Non può dirsi nemmeno , che in (quella Carta autentica fosse scritto millesimo trecentesimo triccsitno quinto , in vece di vicesimo, per-•chè nemmeno nel 1335, quando correva l’indizione ottava, il Brutto poteva essere Piovano dì S. , Moisè. Elia è questa veramente una cosa imbrogliata , nè fia agevole il trarsi d’impaccio. 44Z ) Io tuttavia sospetto , che il plebani della B 4 Car-