; C a * o VI. 185 »20 matrimonio, publice credit ut, & hoc quia non cognoscitur, cognitus fuit èjus pater. 585) Per ciò che alla Nobiltà si appartiene , havvi un decreto del M. C. del 1315, *9 Julii , in cui si dice: De extern omnes illi, qui poterunt esse eletti de M- C. debeant venire ad plures de XL , & fatare se scribi, ajftdantes, quod sint an-norum XVIII , juxta formata Concilii capti 1302 , mensis ovembris, infra quod possint eligi : & hac etiam possint adimpleri per patres, fratres, consanguineos <ÙT alios suos propinquos. MS. Svaj. n. 891: E in altra Parte 1328, Ind. 7, mens. Sept. si dice: Sicut examinatio annorum fit cor am D. Dùce, Consiliariis & Capitibus XL. Un decreto poi del C. X. 135 Giugno, prescrive, che dal padre o madre o dai più propinqui gli Avvogadori ricevano Sacramentum cctatis. Tuttavia non bastan-. do questi modi, vi è una Parte nel Libro Leena fol. 164, fatta del 1407 , 5 Julii, in cui si dice : Che chi volesse provcCre i suoi Maggiori essere itati del M. C. il faccia Ter quaderni e Scritture di Comun, e non per testamenti, nè per altre carte : e se questi non esistessero, 1 toja i detti Av-vogadori de Comun quelle chiarezze e prove , che sia oneste. Di sopra (/, 396.) abbiamo veduto, che la nobiltà provavasi ancora dall’ armi che si tenevano appese in casa. CA-