4i Librò Secondo* ¡8. Mensa Episcopale, è 'Patriarcale. 7S4; Il Vescovo* aveva l’isola d’Olivolo con le* acque e barene, tombe o Isole paludose , che la circondavano, e ciò per tuttcfquel tratto , il quale stendesl dalla Celestia fino al porto del Lido. E-ranvi varie saline e valli . Ciò consta da diversi monumenti nel Cod. del Piovego, nel Corner , ^e nella Curia Castellana. Notasi ancora nell’Archivio di Castello, che la palude di là dal Canale in fàccia al Palazzo Vescovile Fu interrata resa abitabile , e data in affitto dai Vescovi di Castello . Oggi quel tratto occupasi dalla ruga grande, e da quella delle Vergini i Da questi fondi per tanto traevano le loro rendite, oltre le obblazioni e le Decime, che avevano ancora In Costantinopoli e in Negroponte e altrove, oltre il Cattedratico > e quei pranzi, o certe somme di danaro > che in alcuni giorni le Chiese e Monasteri contribuivano i come leggesi nel Catastico di Ramberto. 785) Per la perdita di Costantitìopoli , per la diminuzione delle Decime , per la tepidezza de’ Crisriani nell’ obblazioni, per la trascùranza dei livelli, e pel deterioramento e usurpazione de’fondi, fino a’tempi di S. Lorenzo Zustignan meschinissima era la Mensa episcopale . Vi si unirono nel 1451 insieme col titolo Patriarcale eziandio le giurisdizioni e rendite Gi'adensi. Ma quello stesso Patriarcato aveva una miserabile Mensa in guisa , c|^e ^no dal 1178 Alessandro III scrisse al Doge, che nricoPa:* Gradense tanta necessitate laborat, quanta non iiidemus, nec audinimus episcopos posi-