Capo XI.' 3 8 i é coabitar insieme ; così non è maraviglia , che poi in S. Giustina quel Capitolo volesse coabitar insieme restandosi semplicemente Clerici Canonici . 1177) Possiamo riflettere di più . Consta che Celta dicevasi l’abitazione di quelli, che vita più regolata professavano . Questo nome poi fu trasporr tato all’abitazione del Capo dei Canonici, oChe-rioi viventi in coabitazione. Lo fu ancora in Venezia, e l’uso durò lungo tempo di appellar Cella la casa del Piovano. Così leggesi nel Concilio del Patriarca Tommaso circa il 1 372 : CelU 1ìle~ banorum, seti Domus ; Tlebani ibi pernoScnt, si-cut & crateri in domibus Ecclesia-rum suarum. Semplicemente ancora irsavasi questo vocabolo > senza la giunta di Piovano. In una Carta del 1205, appresso il Coletti pag. 71, Eramus in Cella S.Mof-sis. E nel Veneto Concilio del 1040 si ordina : Fella altari«™, rimi Bus &c. in Cella laventur. 117S) Che se alcuno chiedesse ancora l’espresso vocabolo di Convivere , nemmeno egli è questo lenza antico testimonio. Conciossiachè nell’ antica Carta del 1069, in cui il Patriarca Domenico Marengo crea Piovano di S. Silvestro Vital Morari , egli dice : Cum tota sua Cella & domo .... liceap tibi in preelibatis Basilicis, atquc in reliquis hedi-ficiis habitare & convivere . Era cioè allora già collegiata S. Silvestro come consta. Da questi Documenti rileviamo eziandio , che il Capitolo di S. Giustina non sia stato nè il solo , nè II primq. in Venezia , che seguir volesse gii istituti di Cro-dogango. 1179) Al num. 1173 abbiamo veduto, che il yerbo habitare era proprie dei Cherici Canonici o • co n-