1* iati. ¿Lo supplicheremo di accordarci un asilo in qualche Isola dell' Arcipelago, o in qualche altra.parie de' suoi Siati, ove potremmo nella nuoi’a: Epidauro depositare le nostre leggi, conservare i nostri costumi, e le nostre istituzioni_ Ad un male estremo, non vedo altro elio un estremo rimedio . Per quanto energica fosse questa proposizione, che fa ricchezza de’ Cittadini d’ allora, la quantità de’ navigli che possedevano, e la propensione del Sultano verso quella Repubblica potevano rendere eseguibile^ per quanto non pochi de1 Senatori mostrassero più fiducia nella promessa dei Russi di mantenere l’indipendenza dello Stato, che in quelle dei Frsincesi, pure furono aperte le porte della Città alla loro truppa comandata dal Generale di Divisione Lauriston, e venne accolta con qualche acclamazio no di gioja di que’ pochi che affascinati dal genio delle rivoluzioni, e de’ cambiamenti sognavano loro interesse le sciagure della Patria. Per quanto dolorosa riuscir doveva ai membri componenti la Sovranità , una straniera occupazione militare, dopo che avevano saputo conservare T indipendenza dall’ origine per tanti secoli fino a quest' epoca, malgrado le prepotenze dei Regoli Slavi del continente, c l’ambizione della Repubblica Veneta di dominare sopra questo pi-ciol Stato, posto fra i suoi possessi deila Dalmata , e dall’ Albania, pure ella sarebbe stata un’ a-