48 FRANCESCO PALL 182 nel suo intimo la « futile tradizione ». Non abbiamo la possibilità di fare in ogni caso la distinzione tra le notizie che l’autore raccolse dai testimoni oculari, dagli informatori suoi, da un lato, e tra le voci che correvano nel popolo, dall’altro, poiché egli stesso ce ne dà troppo scarsa indicazione. Ci sono tuttavia dei passi, dove il Nostro dichiara che si tratta della fama. Così, per esempio, Murad II avrebbe avvelenato i fratelli del Castriota1; sempre, secondo la «fama», sono registrate le rendite di quest’ultimo 2, le sue perdite nel tentativo di riprendere Sfetigrado, dopo la prima spedizione di Murad 3. Intorno alla fuga di Hamsa da parte dei Turchi, Marino dice che « nihil certi affert fama ». In questo caso non sappiamo se si tratti d’una vera e propria diceria che circolava nel popolo, oppure delle varie versioni comunicate al Sacerdote dai suoi informatori, versioni che egli ritenne false, poiché osserva: « Varii variainter-serunt mendacia et plura ferme absque similitudine aliqua veri » 4. A proposito di un notevole numero di informazioni, il Bar-lezio osserva soltanto di averle raccolte da fonti orali (accipio audio, comperio, invenio, aiunt, dicitur, ferunt). Il che ci istruisce intorno all’origine orale di esse, senza farci sapere però se abbiamo innanzi delle relazioni di testimoni o una tradizione di solito imprecisa. Con tutto ciò, quando lo Scutarino riferisce perecchie opinioni sul medesimo argomento, opinioni diverse o contradit-torie, allora è più facile per noi conoscere — considerando che la tradizione popolare, proprio per il suo carattere collettivo, è abbastanza unitaria e differisce se mai più secondo i paesi che non secondo gli individui — che si tratta delle relazioni di e Skanderbegut (Histori e legenda) = Il cuore di Se., Storia e leg., pubblicato in Hylli i Drités, VII (1931), Scutari, pp. 291—299). Qui si parla di tre episodi della vita del Castriota secondo la tradizione popolare (JOKI, Albanisch, 1931, n°. 80). 1 Barlezio, Hist., I, 5 v. Per l'infondatezza di tale leggenda v. GEGAJ, 42 n. 3. % Ibid., II, 19 v. 3 Ibid., VI, 69 v. 4 Ibid., IX, 109 v.