215 LE INFORMAZIONI DI VALORE STORICO Si sulla testimonianza di suo padre, partecipe di questa guerra, registra l’arrivo dell’Albanese soltanto con 600 cavalierix. E’ da notare che si tratta in questo elenco di due categorie di fonti: quella che parla appena dei preparativi e dell’intenzione di Scanderbeg di portare truppe in Puglia e quella che già fa menzione dell’attuazione di questa sua intenzione, cioè dell’arrivo nel Regno di Napoli. Cosa ben naturale: la prima categoria può presentare cifre maggiori, mentre invece la seconda è costretta a essere più modesta. Lo sbarco del Castriota a Bari (corr. Barletta), obbligò il nemico del Re a levar l’assedio a questa città, in cui si trovava chiuso Ferrante 2. Il valore dell’Albanese e del suo esercito rese importanti servizi al Re. Infatti le schiere del grande condottiero con la loro eccezionale mobilità inquietavano continuamente il nemico, ostacolato, del resto, dalla sua pesante armatura. Tra le altre varie gesta, il Castriota, che non si lasciò prendere in trappola dal comandante dei ribelli, Iacopo Piccinino— riuscì a catturare il Fusi ani (Pontano: Fosciano), capitano della cittadella di Trani, e lo liberò soltanto in cambio della consegna di codesta 3. Il sovrano riconoscente concesse parecchi 1 Hist., d. Ili, IX, 922. Seguendo quest’autore, anche il Mali-PIERO, Annali, 76. 2 BARLEZIO, ibid., 126; PONTANO, II, 585. 3 Barlezio, ibid., 130—131 ; Enea Silvio, Comment. VI, 165. V. pure le lettere citate dal Nunziante, ibid., 527 n. 5. La cattura del Fusiani viene raccontata con notevoli differenze dall’Anonimo Veronese (il quale lo chiama Infusado; pp. 149—150) e dal PONTANO (594—595). Il suo nome, secondo i documenti dell’epoca, era Giovanni Antonio de Foxa. Si v. Giampietro, Un registro arag., 265—266, 278—-279 e n. 1, 475 (1° stesso registro pubblicato in extenso dal MESSER, in Contribution ; v. le pp. 63, 69, 202, 219—220, 246—248 e 365) ; Nunziante, XXI, 527 ; Soranzo nella sua edizione dell’Anonimo Veronese, 114 n. 2, 134 n. 1. La forma « Iosciano » presso il Di Costanzo (Istoria, 1. XX, 455) è un errore, tipografico, adottato anche dal Soranzo (150 n. 1, Indice, 546) e dal GEGAj (128 n. 3). In realtà si tratta del « Fosciano », nome dato al De Foxa da Gioviano Pontano (II, 594: Foscianus), autore di cui si è servito il Di Costanzo. La tattica albanese così come risulta dai discorsi attribuiti dal Bar-lezio a Scanderbeg (Hist., X, 126 v.) e al Piccinino (ibid., 129), è conformata anche dal Pontano (l. c.) e da Pio 11 (Comment., ibid.). 6