FRANCESCO PALI* 264 Ibid., cap. 5 (Opera, 399) «.. .in quo [sc. Iuliano Cardinali] nescias doctrina maior an eloquentia fuerit. Grata hominis praesentia, blandi mores, vita in omni aetate nitida, religionis zelus, qui omnia pro Christo et mortem ipsam ferre suaserit ». Ibid., XI, 143 «...in quo [sc. Pio II] am-biguum erat: doctrina maior an eloquentia fuerit. Grata hominis praesentia, blandi mores, vita in omni aetate nitida, Religionis zelus, salutem am-plificationemque fidei Christia-nae quaerens eiusque cultor ac maximus propugnator...». Dunque il Sacerdote riproduce il bel ritratto che il Piccolo-mini venne a fare al Cesarini, ma lo riferisce appunto al suo autore... Quanto al Platina, lo Scutarino ne trascrive le parole che accennano alla liberalità di Pio II, qualità che il Nostro constata anche presso l’eroe albanese. Platina, Liber, 359 Barlezio, Hist., I, 5 v. « Pecuniarum quantum col- « Pecuniarum quantum col-legit, tantum errogavit ». ligebat, tantum errogabat ». 6. Discorsi e lettere. Descrizioni e ritratti. Il ritratto di Scanderbeg. Una notevole parte dell’assedio di Scutari e della Storia di Scanderbeg è costituita dai discorsi e dalle lettere fittizi. Se-nonchè le orazioni dal Barlezio attribuite ai vari personaggi non sono un tratto suo originale. L’uso letterario di definire una situazione, di analizzare lo stato spirituale degli eroi, che hanno parte negli avvenimenti, per mezzo di discorsi loro assegnati, si trova correntemente presso gli storici antichi e presso numerosi cronisti medioevali e non meno nella storiografia del Rinascimento, a cui appartiene lo Scutarino. Però, mentre i grandi