80 Libro Primo. appar che fosse un Greco, così voleva tenersi fra due, nè privarsi dell’amore dei Veneti , nè obbligarsi forse a lasciar il suo paese. 67% ) Ed io ben credo, che le persone fattuali fossero per lo più quelli , che successivamente venivano a incorporarsi da varie città e luoghi nella nostra Nazione per lo splendore del nome che già aveva acquistato , e ciò eziandio mqlto dopo le stragi dei Barbari : le quali persone perchè benestanti e benefiche , godendo ancora nobiltà di sangue nelle patrie loro * venivano facilmente elette degli ansili Consigli. 673 ) Quell’ Olderlco da S. Salvatore , il quale diede per Decimo L. 125 dtnariornm noftrx mone~ tts prò evidenti Militate noftrx terree, invita la nostra curiosità a cercare quanto egli veramente abbia contribuito a moneta nostra . Essendo libra de-naxiorum erano certamente de’ piccoli, ed io le credo tali , quali erano quando fu stampato il Zecchino. Per ciò se tre di quelle facevano un Zecchino , 12 j ne facevano 41 , , cioè L. 9x6,13,4: eppure furono gran cosa in quei tempi. Se si vogliano de’grossi ordinar; , due facendo il Zecchino, 115 facevano Zecchini 6i\ , ovvero lire nostre 1375. 674) Nei tempi poscia succeduti , le contribuzioni pagate annualmente in certa quantità alla Rep. da tutti, si dicevano pure Decime . Troviamo, che nei bisogni urgenti il Principe facevasi pagare anticipatamente 2, 3,6, ed anco 10, e iy decime, la qual cosa fu nota ancora all’ UghelliV, 1174, Queste decime anticipate talvolta chiamavamo a réftituirsi, perchè il Principe ne restituiva il