LA VENEZIA GIULIA lungo tutta la costa da Trieste a Fiume le antiche città affermarono le loro prime libertà comunali contro i vescovi e i conti. La stessa gelosia con cui ciascun piccolo centro si isolò nella difesa delle sue piccole libertà locali è un segno del loro fiero individualismo italiano : l’importanza della loro umile rinascenza è nella spontaneità inconsapevole con cui trovano subito uno stile di vita italiana, anche prima di accogliere quello stile che è particolarmente veneziano. Si potrebbe immaginare che, anche senza l’influenza diretta di Venezia, quelle città si sarebbero in un modo o nell’ altro mantenute all’ italianità. La dimostrazione è nella storia singolarissima di Trieste che, a differenza delle altre città costiere a cominciare dalla contigua Capodistria, non accetta se non per forza e di rado il dominio della Repubblica; eppure rimane italiana, dopo la sottomissione a un duca d’Austria - 1382 - quanto e più di prima. Il particolarismo, che ha salvato Trieste da un effettivo inau-striamento anche nei momenti in cui la sua coscienza italiana fu più distratta, fu quello che la fece riluttante ad accettare la signorìa veneziana, ma fu particolarismo italiano. Fu orgoglio singolare del comune tergestino fare da sè, povero, in solitudine, ma autonomo : di potersi chiamare negli statuti Res-pubìica Tergesiina. Del resto la piccola città murata sul colle di San Giusto con un microscopico mandracchio sul mare aperto, non parve a Venezia un possesso da meritare sforzi troppo grandi per assicurarsene la conquista. In confronto del-l’Istria portuosa - l’Istria è tutta quanta un porto, ha detto Nelson - Trieste pareva insignificante. La signoria su tutte le città istriane neutralizzava qualunque ipotetica concorrenza di Trieste, come era neutralizzata la concorrenza di Fiume dal possesso delle isole del Quarnero. E i Veneziani, per assicu- — 18 —