— 368 — e mi bastavano solo tre o quattro mesi per porre la nostra patria ritrovata in un grado di grande rispetto al di fuori.... Ora la necessità d’un governo forte e rispettato si rispecchiava anche a riguardo della liberazione di Roma: Ricasoli spiega meglio questa idea in altra lettera del 27 giugno 1873 diretta a C. Bianchi, e della quale riporto i periodi seguenti : Un fatto voglio che resti accertato ed è questo. Nei primi del maggio 1861 il Conte di Cavour mi chiamò a eè, al Ministero degli Esteri, e mi comunicò il progetto del Principe Napoleone pel quale avrebbero sgombrato Roma le truppe francesi 1. Dicevasi bastare che lo Stato Pontificio durasse in tranquillità circa sei mesi, onde l’imperatore ponesse al coperto la sua re- 1 In una lettera del Principe Napoleone, 13 aprile 1861, a Cavour (Bollea Silloge, p. 443) egli dice che riguardo a Roma l’accordo può avvenir colla Francia in queste condizioni: la Francia evacuerebbe Roma, ma il Governo Italiano dovrebbe obbligarsi non solo a non attaccare il Governo del Papa, ma a impedire che venisse attaccato da volontari capitanati da Garibaldi-Se col tempo i sudditi restanti ritenessero intollerabile quel g°" verno, 1* Imperatore potrebbe dichiarare di non ritenersi obbligato a garantire il Papa. Bisognerà, frattanto, concludere un accordo col Papa, e pagarli la parte proporzionale dei debiti che provengono dalle provincie sottratte al suo dominio, e consentirgli di reclutare un esercito non superiore ai 10.000 uomini-Tutte queste proposte sono coerenti colle dichiarazioni fatte Cavour in Parlamento e otterranno il riconoscimento del Regn0 d’ Italia per parte della Francia. Roma diverrà poi capitai d’ Italia non per conquista, ma per volontà dei propri cittadini.