— 238 — et nous sommes parvenus à le convaincre qu’ une exspé-dition dans les Romagnes aurait les conséquences les plus fâcheuses. Quanto a convincerlo, ne ho i miei dubbi: a rattenerlo certo riuscì. Trovo tra i documenti già da me pubblicati (lett. 119) una domanda di uno de’ capi della Società Nazionale in Livorno, il Men-gozzi, che chiede a mio Padre se è vero che il Barone favoreggia la spedizione nell’Umbria, l’aiuta con danaro ed armi, non apertamente, ma dietro convenzioni col ministero. La domanda è del 1° agosto e la risposta risulta affermativa per altre corrispondenze dell’epoca. Ad ogni modo incominciò la fase nuova dell’opera del Cavour diretta a convincer l’imperatore che l’unico mezzo d’impedir la rivoluzione repubblicana minacciante Roma e la Venezia per opera di Garibaldi vittorioso e di Mazzini, quello si era di lasciar mano libera al governo del Re. Del resto il 16 agosto egli scrive di nuovo a Ricasoli (pag. 196): Se Napoli chiude elementi di rivoluzione essa deve scoppiare, poiché gli abbiamo somministrato tutti i mezzi per farla, armi, danari, soldati, uomini di consiglio, uomini d’azione. Se poi la materia nel regno e talmente infracidita da non essere più suscettibile & fermento, io non so che farci e bisogna rassegnarsi a