— 163 — tarvisi. Gl’ interventi presso le Nazioni sono altrettanto stupidi ed ingiuriosi come entro le mura domestiche, e non è men vituperoso 1’ intervento diplomatico dell’intervento militare; anzi il primo lo è di più (IV, pag. 188)». E in un dispaccio del giorno appresso al Fa-brizi (pag. 193): Non bisogna perder di vista che a noi contermini si agitano sotto la pressura del dominio di Roma, l’Umbria e le Marche, alle quali non consentì la fortuna di correre le nostre sorti. Mentre i soldati dell’arciduca estense ne minacciano a settentrione, liberi di stanziarsi cogli austriaci di qua dal Po, per le infelici circoscrizioni territoriali di Zurigo, si addensa di là dal Pavullo una gente di ogni lingua e paese, che là si traveste coll’assise del Papa1. Si dissimulano appena gli arruolamenti che per conto del Papa si fanno in Austria, in Svizzera, in Baviera. Intanto nelle popolazioni angariate colle speranze crescono gli sdegni, quando una 1 Cfr. De Cesare, op. cit., voi. II, p. 53: « A formare l’esercito del generale Lamoriciére arrivavano a frotte centinaia di coscritti, tra i quali austriaci liberati dal carcere, svizzeri turbolenti e poco disposti a menar le mani, spagnoli mendichi, irlandesi affamati. Erano incredibilmente sporchi e di mal costume. Il Cardinale Antonelli nel reclutare nuovi soldati mercenari colla sua circolare del 30 marzo 1859 dichiarava che bastava risultasse da un certificato che non avesser riportato alcuna condanna alla galera per titoli infamanti. (Pag. 101). Vedasi dai dispacci di Pimodan a Lamoriciére (p. 672-675) qual gente fosse là raccolta! Bianchi N., op. cit.