— 158 — ticamente riconosciuto, il secondo reggeva un governo di fatti», tollerato da qualche potenza europea, combattuto accanitamente da tutte le altre, che ancora seguivano la concezione politica del Principe di Metternich e non potevano capacitarsi che incominciasse a farsi strada il diritto de’ popoli a scegliersi il governo più adatto. Incomincia allora I’ innesto — la similitudine agraria serve perfettamente a delineare il concetto — del tallo rivoluzionario sulla pianta diplomatica : se in seguito, come sempre suol avvenir nel connubio, il nuovo prevarrà sul vecchio, trasformandolo senza attentare alle radici, sarà questo un portato de’ tempi al quale avrà grandemente contribuito colui che, nato d’antichissima famiglia e con tendenze conservatrici, per intuito ha subito compreso doversi applicare il detto secol si rinnova, onde la legge dell’evoluzione potesse avere i suoi benefici effetti. Quanto ho scritto prova che io non divido affatto il concetto espresso dal Poggi (op. cit., V. I, pag. 414) che negli svolgimenti della politica toscana faceva mala prova o poneva in imbarazzi ogni atto che fosse dettato da passioni intemperanti e sapesse di rivoluzionario : tutto invece lo era, salvo nella forma; anche perchè non capitò mai l’occasione di ricorrere agli estremi partiti, e si riuscì sempre ad imporre pacificamente, poste da parte le note diplomatiche, quanto si voleva. E allora si svolge la fase decisiva del rivolgi-