— 396 — Lo spirito della popolazione romana, al dire del Mangin, cagnotto del Mérode, si fa ognor più avverso al Papato ed una votazione, se avesse ad aver luogo, sarebbe unanime per condannarlo e far di Roma la capitale del Regno. È questa pure opinione del Mangin. Scopo di questa seconda missione del P. Marie a Roma fu di conoscere il Card. Marini, poiché è su questo che realmente si vorrebbe portar la scelta della Francia per innalzarlo al Papato. Questo porporato disse al P. Marie essere, a parer suo, giunto il momento in cui la Chiesa cattolica debbe sapersi staccare dal temporale per attenersi alla grandezza della sua missione e al grande avvenire che si prepara al Cattolicismo, quando la Chiesa facesse il sacrifizio del poter temporale. L’Imperatore fu così soddisfatto di questa risposta e dei servigi del P. Marie che decise di nominarlo uditore di Rota a Roma. Codesta nomina non ha precedenti, perchè alcun frate finora non occupò mai simile carica, e, più ancora, questo posto verrebbe ora dato ad un religioso di un ordine che sussiste in Francia semplicemente per tolleranza. Ciò dee provare a V. E. quanto S. M. faccia conto della persona inviatagli e fattagli conoscere dal Conte di Cavour, Fra le cose chieste dal P. Marie all’imperatore '* è la necessità di surrogare il Duca di Gramont e di n‘ chiamare il gen. Goyon, il quale è giunto ad esseif oggetto di risa di tutte le società. Su questo particola1 e l’Imperatore chiese dettagli, ed il P. Marie ne dette e tutti nello stesso senso sebbene di diverso genere.