130 due gagliarde repubbliche nostre, giusto e il ricordo delle altre vaste compo­sizioni navali dipinte da Luca Cambiaso all' Escuriale, in parte desunte an­cora dai suoi cartoni genovesi (figure 91, 92); oltre quelle, ora assai restau­rate, delle sale delle battaglie pu.re all' Escuriale, opera pure dei genovesi Fabrizio e Nicola Castello, dove risalta, fra raltro, quella forma singolare di galeazza armata (figura 93), o prototipo di certi galeoni oceani ci che si ten­tarono per rafforzare coi remi taluni tipi velici. Mentre tutte in genere simili pagine d'arte hanno conferma anche in certi diagrammi e disegni costruttivi -di cantiere che non mancano nei nostri archivi e biblioteche. e, speciàlmente, in certi carteggi dell' inesauribile miniera veneziana dell'Archivio dei Frari. * * * Piu evidente appanra tuttavia ad ognuno la conferma di certe caratte­ristiche, attraverso qualche gustoso modello antico, che, per quanto grandi siano state le dispersioni passate, ed anche recenti, non manca nelle nostre collezioni; e, piti ancora in quelle straniere. Poiche non tutti i modelli delle nostre vecchie navi, saggi dimostrativi per le maestranze di cantiere, oppure caratteristici ex-voto dei nostri santuari, di cui e vivace testimonianza quella che ci da ancora il Carpaccio rappresentando l'interno d'una vecchia chiesa veneziana (figura 94), hanno fatto la fine imposta neI' 1581 da quel visitatore apostolico ai trofei ed alle navi votive della chiesa della Maddalena, presso il ponte sull' Entella a Chiavari: un bel fascio da arde~e, perche -osser­vava -poco dicevoli alla maesta del luogo. Lo sa oggi chi, peregrinando alla ricerca di consimili espressioni della nostra vita marinara, s'accorge che, se molto e stato ,disperso per risorgere sovente in tal une collezioni straniere che ci hanno preceduto nella raccolta di questi suggestivi cimeli, la nostra in­tima ricchezza e sempre tale da farci superare la lunga crisi d'abbandono e d'incuria. Basta vedere come, dopo tanti malanni e saccheggi, specie al cadere della Repubblica, è ora risorto al Museo Navale presso l'Arsenale di Venezia. Poi ricordare con quali gustosi elementi, tratti dalle collezioni della raccolta Ga­relli, da quelle della Scuola Superiore di Ingegneria Navale e dai cimeli di Palazzo Bianco, anche Genova ha potuto concretare, nella nobile cornice della Villa Doria a Pegli, un museo non indegno del suo passato marinaro.