— 232 — per interposta persona, col Ricasoli, a cui, ministro dell’ interno dopo le elezioni generali che segnarono il gran trionfo per la sinistra, se pur ci regalarono il parlamentum indoctum di cui ragiona il Martini in Confessioni e Ricordi, fece offrire pel tramite di Crispi e di Puccioni la Presidenza della Camera\ Ecco la lettera: XXIV. Firenze, li 17 Nov. 1876. Pregiatissimo sig. Barone, Il dep. Crispi, il quale oggi trovavasi in Firenze, è venuto da me pregandomi a trasmetterle la espressione di un suo desiderio, che egli e molti suoi amici politici (a quanto mi ha assicurato) vorrebbero tradurre in fatto. Il Crispi e i suoi amici si proporrebbero di nominarla come Presidente della Camera, certi che il suo 1 II concetto della formazione d’un partito medio fu quello che Ispirò a Cavour il famoso connubio con Rattazzi, e a questo proposito L. C. Farini scriveva nel dee. 1850 a Bertini (Epistolario per cura di L. Rava, Zanichelli, Bologna, III, p. LII): «D centro sinistro si è staccato intieramente dalla sinistra. Speriamo fondere centro destro e sinistro e costituire una maggioranza g°" vernativa forte ». Pur troppo le previsioni dei dissidenti del 1876 non si verificarono, ma a ciò contribuì anche 1’ intransigenza degli uomini di destra. Il periodo, del resto, non è affatto studiato, mentre merita di esserlo, non foss’altro per individuare le te' sponsabilità singole.