— 299 — Il disordine della Sicilia, a cui con più larghe e perniciose proporzioni non tarderà molto forse a tener dietro quello di Napoli, è un pericolo meno grave, agli occhi miei, dell’avvicinarsi di Garibaldi a Roma, perchè questo trarrebbe molto ¡probabilmente un conflitto dei suoi colle truppe francesi, conflitto che non è a temersi se le truppe regie giungono a prevenirlo. O sbaglio a gran partito, o se le truppe giungono ai confini di Napoli circondando Roma e lasciando intatta Civitavecchia prima di un tentativo garibaldino, esse finiranno col prendere pacificamente il posto in Roma delle truppe Francesi: e questo è indispensabile a coronar l’edifizio della ricostruzione d’Italia, anco più indispensabile della cacciata dell’Austria dalla Venezia, perchè della Italia unita la sola Roma può essere la Capitale, alla sola Roma possono cedere le suscettibilità degli altri grandi centri d’Italia ed in specie Napoli. Da Orvieto mi scrivono che due emissari mazziniani, dei quali io aveva già notato il passaggio da qui e di uno dei quali conosco anco il nome, si erano colà diretti per tastare il terreno e per screditare la impresa regia gridando solo essere Garibaldi il possibile liberatore d’Italia : ma hanno fatto un solenne fiasco e sono stati cacciati via: la cognizione di questi buoni elementi colà (dei quali però non dubitava) mi ha fatto lasciare senza ostacolo il passaggio da qui, oggi avvenuto, di sette volontari provenienti da Genova e diretti per li stati Romani, quattro dei quali avevano formato parte della spedizione Zambianchi nel maggio scorso: d’altronde il passaggio stesso non avrebbe potuto impedirsi