— 300 — senza una misura che avrebbe un poco puzzato di arbitrario. Abbiamo qui a Siena un tal Giuseppe Serbolini, Capitano delle Guardie di Finanza, a cui non sono bastate le raccomandazioni di prudenza indirettamente fattegli pervenire: egli ha sopra di se anco delle tristi memorie della sua connivenza cogli Austriaci a Livorno nel 1849 : egli è male visto assai, ed imprudente avverso dell’attuale ordine di cose: ci pensino per evitare degli scandali e per dare un esempio a tanti altri che, nemici del Governo, sono dal Governo pagati. Mi conservi la sua preziosa benevolenza e mi creda sempre Suo devotissimo Antonio Ricci. Eugenio di Savoia Carignano al Barone Ri-casoli. LVI. [Torino, poco prima del 26 Ottobre 1860]. Caro Barone, Non voglio lasciare partire il Signor Bianchi senza pregarlo d’incaricarsi di questa mia lettera per Lei. Le cose caminano bene, il manifesto del Re ai popoli del-l’Italia Meridionale, il discorso di Cavour e la votazione della Camera in favore della politica del Governo mi paiono fatti da persuadere 1’ Europa della necessita dell’ Unità Italiana in tutta l’estensione del termine, ed accelerare l’annessione dell’ Italia Meridionale, bisogna