— 287 — Qualunque siano le mie opinioni, io applaudirò a tutte le deliberazioni del Parlamento, purché dia i pieni poteri al Re, non al Governo, e riconosca il diritto che ha la Nazione di costituir tutta l’Italia per suo territorio, e proclamare che la Corona Costituzionale del Reame d’Italia spetta in perpetuo a Vittorio Emanuele. Questa e non altro è la base giuridica di quello che è stato fatto e di quello che resta a farsi. Coerentemente questa idea il Salvagnoli manifestò al suo grande amico Cavour, ma ne ebbe in risposta una lettera senza data, ma del mese, riportata in Lettere edite e inedite del Cavour, raccolte da L. Chiala (Torino, 1887), voi. IV, n. 978, di cui giova riportare i seguenti periodi : ....Non meno funesta mi pare, a dirvelo francamente, la proposta di far accordare dal Parlamento al Re i pieni poteri fino al compiuto scioglimento d’ogni questione italiana. Voi rammenterete senza dubbio quanto i giornali inglesi rimproverassero gl’ Italiani per avere sospese le guarantigie costituzionali durante l’anno scorso, il rinnovare ora una tale disposizione avrebbe il più funesto effetto sull’opinione pubblica in Inghilterra e presso i liberali tutti del continente____ Il vostro consiglio riuscirebbe dunque ad attuare il concetto di Garibaldi, che mira appunto ad ottenere una grande dittatura rivoluzionaria da esercitarsi a nome del Re. Lo stesso concetto esprime Ricasoli a Cavour, come in appresso vedremo.