— 196 — * * * Il momento, per quanto difficilissimo, si prestava mirabilmente per secondare con audacia l’impresa siciliana, anzi per darle ancbe maggior campo. Della Francia il Governo di Torino dovea sentirsi sicuro, ora che il programma massimo dell’ imperatore, quanto ai compensi territoriali, si stava attuando : i deputati dell’ Italia Centrale e della Lombardia assicuravano che il sacrificio non della sola Savoia, ma anche di Nizza sarebbe stato convalidato dal Parlamento1. L’Austria, che avea accettato buono o malgrado il principio del non intervento, per le disfatte patite e per le condizioni finanziarie non poteva esser portata alla guerra: il gabinetto inglese incoraggiava l’azione rivoluzionaria nelle provincie soggette al Borbone e gli dava il suo appoggio che era di grande valore morale : le altre potenze non avevano nessun interesse diretto a crear complicazioni. La guerra dunque in Italia era nazionale contro principi e governi antinazionali. Tutto questo spingeva la tenacia e la risolu- 1 Scrive il Ricasoli al Deputato Ricci il 14 maggio 1860 : « .... Altri deputati pensano andare a Torino per la discussione Savoia-Nizza ; io darò a loro cenno di questa partenza pel caso vogliano partire con essi. La utilità della loro presenza in Siena è incontestabile, ma è pure innegabile la necessità di procacciare-una votazione splendida in favore della politica del governo ».